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Guide·19 Febbraio 2026

Torre Grossa, Vernaccia e Piazza della Cisterna

San Gimignano alle nove, prima dei pullman. Si sale la Torre Grossa, si beve Vernaccia DOCG in cantina fuori le mura — non al banco in piazza — e si prende un gelato in Cisterna quando la piazza è ancora un paese. Poi si rientra in villa, prima che il corso diventi un corridoio.

Torre Grossa, Vernaccia e Piazza della Cisterna

San Gimignano è il borgo delle torri e della Vernaccia di San Gimignano, DOCG di vino bianco — non un Chianti. Si vede da lontano, si riempie da vicino. Il parcheggio è fuori le mura; si entra a piedi. Alle 9 Piazza della Cisterna è ancora un paese. Alle 11.30 i gruppi dal parcheggio dei pullman occupano il corso fino a Porta San Giovanni.

La Torre Grossa è la torre civica, la più alta, biglietto del Comune, panorama sulle torri private che restano chiuse. La coda in agosto, senza prenotazione, mangia mezz’ora. Si sale presto. Il resto delle torri si guarda: non si entra.

La Vernaccia si beve in cantina, appena fuori o a pochi minuti, non a un banco in piazza con il bicchiere di plastica. È un bianco di collina, con produttori seri a un chilometro dalle mura. Una prenotazione di 45 minuti, tre vini, e si è capito più che in un giro di shop. Il concierge fissa l’orario in coppia con la torre, non “dopo, vediamo”.

Il gelato in Cisterna è un rito, non un marchio. Scegliete l’ora, non l’insegna fotografata. Un caffè, dieci minuti seduti, poi si scende verso l’auto prima che la piazza diventi un corridoio.

Quanto stare. Un’ora e mezza in borgo più la cantina è una mattina completa. Un pomeriggio intero a San Gimignano in luglio è una coda. Si rientra in villa per pranzo, o si scende verso una cantina minore sulla via del Chianti se la casa sta da quella parte.

In inverno il borgo cambia: meno file, più vento sulla torre, orari delle cantine da verificare. È il momento in cui San Gimignano torna un paese. Il concierge adatta transfer e visite a quei mesi tanto quanto ad agosto — solo con più silenzio.