Vai al contenuto
Torna al diario

Per proprietari·

CIN, Alloggiati Web e tassa di soggiorno: gli adempimenti per affittare una villa in Toscana

Il codice nazionale da esporre, i rilevatori obbligatori, i documenti degli ospiti entro 24 ore, i flussi ISTAT mensili e la tassa di soggiorno del Comune. La lista completa di ciò che un proprietario deve fare, e chi lo fa quando la casa è in gestione.

Di Redazione Tripcare·Aggiornato il

CIN, Alloggiati Web e tassa di soggiorno: gli adempimenti per affittare una villa in Toscana

Il CIN, Codice Identificativo Nazionale, è obbligatorio per ogni immobile destinato a locazione breve o turistica. Si richiede sulla Banca Dati delle Strutture Ricettive del Ministero del Turismo, va esposto all’esterno dell’immobile e riportato in ogni annuncio: sul sito del gestore come sui portali. In Toscana ha assorbito il precedente codice regionale, che non si usa più da solo. Senza CIN le sanzioni sono pesanti e i portali rimuovono l’annuncio; è la prima cosa che controlliamo quando prendiamo in gestione una casa.

La stessa norma che ha introdotto il CIN richiede negli immobili affittati per brevi periodi dispositivi funzionanti per la rilevazione di gas combustibili e di monossido di carbonio, oltre a estintori portatili a norma in numero adeguato. Sono obblighi del proprietario, non dell’ospite né del gestore, ma vanno verificati a ogni stagione: un rilevatore scaduto è come non averlo.

Alloggiati Web: entro ventiquattro ore dall’arrivo — o all’arrivo stesso, per soggiorni più brevi — i dati di ogni ospite vanno trasmessi alla Questura attraverso il portale della Polizia di Stato. È l’adempimento che più spesso salta quando il check-in lo fa qualcun altro: chi accoglie deve raccogliere i documenti, e qualcuno deve trasmetterli quella sera. Anche per questo il nostro check-in è di persona.

ISTAT: la Regione Toscana raccoglie ogni mese i flussi turistici, arrivi e presenze per nazionalità, attraverso il proprio sistema di rilevazione. Vanno comunicati anche i mesi senza ospiti. Non è un’imposta, ma la mancata comunicazione è sanzionata, e il dato serve alla Regione per contare davvero il turismo nelle case.

La tassa di soggiorno la fissa ogni Comune: importo per notte, esenzioni, tetto massimo di notti, periodi di applicazione. Il proprietario la riscuote dall’ospite, la versa al Comune alle scadenze previste e presenta la dichiarazione, oggi annuale per legge nazionale, con eventuali cadenze locali. Va esposta come voce separata dal prezzo, mai inclusa nella tariffa. Su alcuni portali è riscossa e versata dal portale stesso: in quel caso resta l’obbligo dichiarativo.

Come lo gestiamo: CIN richiesto, esposto e inserito in ogni annuncio; rilevatori ed estintori nel controllo periodico dell’immobile; check-in di persona con documenti trasmessi entro le ventiquattro ore; ISTAT e tassa di soggiorno in un unico calendario di scadenze, con le ricevute nel rendiconto mensile. Le regole cambiano — questa guida è aggiornata a settembre 2026 — e cambiano Comune per Comune: se avete una villa in Toscana e non siete certi di essere in regola, scriveteci e ve lo diciamo in una telefonata.